Ultimo saluto a Gianfranco Valbusa.

Quando il parroco di Palazzolo, don Angelo Bellesini, dopo aver ricevuto sulla porta della chiesa Gianfranco Valbusa per la benedizione e una preghiera, ha avvertito la folla assiepata sulla piazza attorno al feretro: “Fratelli, siete in tanti e la chiesa è piccola, entri chi può e gli altri restino fuori ad attendere, vostro fratello Gianfranco sa che ci siete anche voi, da lassù vi guarda e vi ringrazia per essere qui.“, ecco, in quel momento abbiamo capito in quanti eravamo a volergli bene e a tributargli assieme un segno di amore.

E’ mancato serenamente, come serena è stata la sua vita, ci mancherà il suo sorriso buono che non faceva mancare a nessuno soprattutto quando c’era di mezzo qualche dispiacere.
La commozione di molti presenti ha fatto da contrasto a Gianmarco Valbusa, nel suo garbato essere, nel suo ringraziare tutti con un sorriso, buono come quello di papà.
Nell’antica chiesa (1476) dedicata a San Giacomo e Santa Giustina, la folla di amici di vita e dello sport hanno compreso di aver perso una grande uomo, una persona che voleva bene a tutti e per questo ne veniva ricambiato.
In molti hanno voluto testimoniare il loro affetto, con poche e semplici parole.  Ecco qualche elegia, di chi gli è stato vicino, Paolo Pradella: “Caro Gianfranco, caro Mago, io so che sei qui con noi adesso. In questa chiesa, per l’ultimo saluto, ci sono i tuoi familiari, i tuoi amici di sempre, di vita e dello sport che tu amavi tanto. Hai lasciato a noi tutti una piccola eredità col tuo modo di essere: con i tuoi insegnamenti mi hai fatto scoprire strade che non avrei mai immaginato di percorrere, sei stato per me una scoperta illuminante, quella che in qualche modo riesce a cambiarti la vita. Oggi so che è grazie a te se non ho paura di essere quello che sono. Grazie Mago.

Particolarmente sentita quella di Gabriel Maule, eccone un pezzo: ” ...è stata la magia del calcio a farmi conoscere una persona fantastica, un gigante dal cuore buono, uomo dell’incontro e mai dello scontro. Sei stato padre premuroso, nonno affettuoso  e amico dalla grande sensibilità. Coi tuoi giochi riuscivi ad allontanare i cattivi pensieri, anche una sconfitta sembrava il punto di ripartenza per nuove vittorie. Caro Mago sei stato un grande, perchè hai saputo trasformare ogni momento in un gioco di meraviglie, perchè il calcio che hai amato non conosceva confini, amici, avversari…

E perchè, come diceva Gianfranco Valbusa, nella vita tutto è di passaggio, siamo fragili ed umani.
Ma da domani lui sarà ancora con noi, sul nostro campo lui ci sarà, con il suo sorriso buono, la sua forza e una parola di conforto e di stimolo per tutti.

 

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